Fai la MOC ad ultrasuoni per prevenire l'osteoporosi

 

L'osteoporosi è una patologia scheletrica caratterizzata da una compromissione della resistenza ossea, che può predisporre un soggetto ad un aumentato rischio di frattura. La resistenza ossea è un parametro che tiene conto dell'alterazione quantitativa (riduzione della massa ossea o BMD) e qualitativa (sovvertimento della microarchitettura ossea). Le persone osteoporotiche hanno ossa più fragili, e quindi un maggior rischio di sviluppare una frattura, anche spontanea. Le prime ossa colpite dall'osteoporosi sono le vertebre, mentre le fratture di femore sono le più tardive. Infatti l'osso di tipo trabecolare, di cui sono costituite le vertebre, il collo del femore e il calcagno, è il primo a risentire del processo osteoporotico. Per questo motivo tali siti sono stati scelti come siti di misurazione della densità ossea.
Le ossa sono in continua evoluzione, come altri organi del nostro corpo: nel corso dell'infanzia e della giovinezza, le ossa crescono e si rafforzano, raggiungendo il picco di massa ossea intorno ai 30/40 anni di età, successivamente tendono ad indebolirsi fino a raggiungere una fragilità tale da rompersi. Tra i sintomi più facili da riconoscersi sono il calo di statura, la cifosi della parte superiore della colonna vertebrale.

 

In base alle linee guida  della società internazionale per la densitometria ossea clinica (ISCD), la diagnosi di osteoporosi si effettua con la densitometria ossea.
Esistono varie metodiche densitometriche: alcune che utilizzano i raggi X (DEXA), altre invece usano la densitometria ad ultrasuoni (che si basa sullo stesso principio dell'ecografia). La densitometria ad ultrasuoni è oggi eseguita sul calcagno, altrimenti definita MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), ed è in grado di valutare se una persona è a rischio di una frattura osteoporotica.  L'esame è indolore e non è dannoso; la quantità di energia impiegata dagli ultrasuoni è considerata assolutamente innocua per l'uomo, (consideriamo che gli ultrasuoni vengono impiegati in medicina su larga scala, anche in gravidanza). Per effettuare l'esame è necessario togliere il calzino o il collant.

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La densitometria ossea ad ultrasuoni rappresenta una tecnologia particolarmente utile in quanto di semplice e rapida esecuzione, non invasiva e priva di esposizione a radiazioni. Per queste ragioni possiede un maggiore potenziale applicativo rispetto alle tecniche densitometriche standard (DEXA). Gli strumenti ultrasonometrici generano onde acustiche pulsanti ad una frequenza di 1.25 MHz.

Nello screening sulla popolazione generale, al fine di valutare il rischio di frattura dei soggetti che si sottopongono all'esame, è possibile quindi eseguire una densitometria ossea che utilizza uno strumento ad ultrasuoni. La sede di misurazione è il CALCAGNO (tallone), in quanto si tratta di un osso trabecolare che, come le vertebre e il collo del femore, viene colpito da un eventuale processo osteporotico.

 

 

 

 

Numerosi studi scientifici su questi nuovi apparecchi ad ultrasuoni hanno dimostrato che la densitometria ossea ad ultrasuoni è effettivamente in grado di stabilire se la persona che esegue l'esame presenta un aumento del rischio di frattura dovuto all'osteoporosi al pari della DEXA tradizionale. Pertanto, poiché l'obiettivo clinico della diagnosi di osteoporosi si fonda sulla necessità di prevenire le fratture, le persone a rischio di osteoporosi, in particolare le donne in climaterio prima, e in menopausa poi ,possono (e dovrebbero) sottoporsi con fiducia a questo esame diagnostico ai fini preventivi e terapeutici.

 

La tecnica ad ultrasuoni


La  tecnica mostra i seguenti vantaggi:

  • fornisce informazioni su diverse proprietà dell’osso, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo;
  • non espone il paziente a radiazioni ionizzanti;
  • molto più precisa nell’esaminare calcagno, tibia, radio e falangi;
  • non è un esame invasivo; 
  • L'osteoporosi è una malattia delle ossa che provoca fragilità scheletrica. La diagnosi precoce, soprattutto in     alcune condizioni come la menopausa, è importante in quanto permette di limitare le conseguenze della     malattia, in particolare il rischio di fratture ossee. Semplici accorgimenti dietetici e una idonea attività fisica     sono fondamentali per prevenire od ostacolare il progredire dell'osteoporosi.
  • Per diagnosticare con certezza l'osteoporosi si utilizza un esame specifico, molto semplice e indolore che si     chiama densitometria ossea.
  • La densitometria ossea ad ultrasuoni al calcagno è un esame completamente innocuo che permette di valutare il     rischio di frattura e può essere utilizzato per la diagnosi di osteoporosi; pochi minuti in ambiente  ambulatoriale     sono sufficienti per eseguire l'esame.
  • Il paziente è seduto su una sedia di fronte all’operatore. La sezione ossea in esame viene appoggiato su un     piano. A questo punto viene fatta passare una sonda sul tratto, precedentemente cosparso di un gel conduttore.     L'esame dura mediamente 10-20 min.

Preparazione all'esame
Non è necessario alcun tipo di preparazione.


Chi può effettuare l’esame
Non vi sono esclusioni particolari.


Risultato dell’esame
Dall’esame densitometrico del paziente si ottiene un dato che viene confrontato con:
 - Il valore medio di soggetti adulti sani, dello stesso sesso del paziente e di età pari a 25-30 anni (età in cui si ha    il picco di massa ossea - T-score);
 - e /o quello medio di soggetti di pari età e sesso (Z-score).


Dal confronto si ottengono quindi informazioni relativamente alla robustezza e stato di salute dell'osso, nonché al rischio fratture.
Quando gli ultrasuoni colpiscono l’osso, a seconda dell’angolo di incidenza, le onde vengono in parte riflesse, rifratte o trasmesse. Le onde rifratte che si propagano lungo l’osso possono essere misurate e fornire indicazioni cliniche.
Il tempo di transito, definito come l’intervallo di tempo necessario per la registrazione del primo segnale, è indicativo della compattezza dell’osso e quindi della sua resistenza. Una maggiore velocità di trasmissione è dunque indicativa di una migliore salute ossea.

L’esame ultrasonometrico si effettua a livello del calcagno.

Questo segmento osseo presenta le superfici mediale e laterale piatte e parallele risultando facilmente accessibile alle strumentazioni.
Nonostante si tratti di un sito scheletrico periferico, il calcagno è sensibile ai cambiamenti di natura fisiologica, patologica o iatrogena, rispecchiando il metabolismo osseo sistemico e risultando perciò efficace nella predizione delle fratture osteoporotiche, in particolare a livello dell’anca.  Il calcagno è infatti costituito per il 90% da osso trabecolare, e presenta un elevato livello di turnover ed un tasso di riassorbimento osseo simile ai siti spinali.

L’esame ultrasonometrico è una tecnica totalmente indolore, convalidata scientificamente e adatta alla valutazione del rischio di frattura. Le fratture ossee osteoporotiche costituiscono una seria minaccia per tutte le persone di età avanzata, in particolare per le donne che hanno passato la menopausa.

La riduzione della densità minerale ossea è il processo fisiologico durante il quale la matrice ossea viene lentamente persa mediante un processo degenerativo di riassorbimento e la trama del tessuto osseo assume una consistenza porosa, divenendo sempre meno resistente.
Questa condizione si accompagna all’invecchiamento e alla menopausa ma rimane nascosta e silenziosa fino a quandonon  non si verifica un episodio di frattura.

Le fratture più comuni si verificano, quando non avviene una frattura spontanea ed occasionale, a livello dei polsi, dell’anca e del femore;   queste ultime sono le più disabilitanti.

Gli incidenti avvengono spesso in ambito domestico a seguito di cadute o di deboli traumi ed hanno un forte impatto sulla vita del paziente, limitando notevolmente la mobilità e riducendo drasticamente la sua autosufficienza.

Nell' ultimo biennio (2015/2016) in Italia sono stati effettuati quasi 90.000 ricoveri all’anno (corrispondenti a 75.000 pazienti) a causa di fratture.
Le donne rappresentano la maggioranza dei ricoveri in ospedale per fratture dell’anca (78,0%, n = 214.519).
Tra queste, l’84,3% delle fratture (n = 180.861) si è verificata in pazienti di età superiore ai 75 anni.
I costi ospedalieri sono aumentati fino a 467 milioni di euro nel 2005, mentre i costi di riabilitazione sono stati pari a 531 milioni nello stesso anno.

 

 

Conclusioni

 

Il nostro studio dimostra come la QUS -metodica poco costosa e basata su energia meccanica, quindi priva di radiazioni ionizzanti - fornisca una buona ed affidabile stima del rischio fratturativo che la mette al pari della DEXA, ritenuta ad ora il gold standard nella valutazione densitometricaossea, comunemente eseguita in ospedale, ma poco adatta per campagne di prevenzione su larga scala.

 

                            PREVIENI L'OSTEOPOROSI: FAI LA M.O.C. AD ULTRASUONI!
                                           Un esame semplice, indolore e non invasivo,
                                       per tenere sotto controllo la salute delle tue ossa.

L'osteoporosi è una patologia scheletrica caratterizzata da una compromissione della
resistenza ossea.
Le persone osteoporotiche hanno ossa più fragili e quindi corrono un rischio maggiore di sviluppare una frattura, anche in modo spontaneo. L'osso di tipo trabecolare - di cui sono costituite le vertebre, il collo del
femore e il calcagno - è il primo a risentire del processo osteoporotico.
Per tale motivo questi punti sono stati scelti per la misurazione della densità minerale ossea.

 

 

La diagnosi di osteoporosi si effettua con la densitometria ossea. Esistono varie metodiche che utilizzano i raggi X, mentre la M.O.C. (Mineralometria Ossea Computerizzata) utilizza gli ultrasuoni per valutare il rischio di frattura
osteoporotica.

L'esame viene eseguito sul calcagno, ed è indolore, non è invasivo (gli ultrasuoni sono impiegati anche in gravidanza) e non necessita di alcuna preparazione specifica: è sufficiente togliere il calzino o il collant.

La Mineralometria Ossea Computerizzata viene utilizzata per determinare la predisposizione alla riduzione del contenuto minerale osseo, causa dell’osteoporosi, e mettere in atto provvedimenti - dieta, attività fisica - e terapie
idonee ad arrestarne l’evoluzione. Pertanto le persone a rischio di osteoporosi, in particolare le donne in climaterio prima, e in menopausa poi, dovrebbero sottoporsi con fiducia a questo esame diagnostico ai fini preventivi e terapeutici.